A scuola ho studiato il francese.
Mi andava bene non sapere l’inglese, finché da adolescente ho iniziato ad avere la curiosità di comprendere i testi delle canzoni che ascoltavo (erano gli anni ’90). Quindi ho chiesto ai miei genitori di iscrivermi ad una scuola privata, di quelle che facevano corsi che erano gestiti con una formula “ibrida” tra lezioni a computer e colloqui a piccoli gruppi con insegnanti madrelingua provenienti dal Regno Unito.
Parallelamente ho iniziato anche il mio percorso per diventare Educatrice cinofila, e successivamente Istruttrice cinofila e Tellington TTouch Practitioner. Quest’ultimo corso di formazione, in particolare, era tenuto da docenti internazionali e in lingua inglese, con traduzione in italiano.
In quel periodo un’amica e collega Educatrice cinofila mi chiese di darle una mano come traduttrice per un corso che stava facendo, che si teneva in lingua inglese. Il suo livello di inglese non le consentiva di seguire tutto con precisione, e così nel 2007 è iniziata un po’ inconsapevolmente la mia avventura come traduttrice nel campo della cinofilia.
Negli anni mi sono ritrovata a tradurre eventi di diverso tipo, tutti in ambito cinofilo. Alcuni direttamente organizzati da me e da un gruppo di colleghe, mentre per altri venivo chiamata come traduttrice dagli organizzatori.
Ho avuto il piacere e l’opportunità di tradurre relatori e relatrici provenienti da diverse parti del mondo, alcuni madrelingua inglese (da USA, Canada e Regno Unito) mentre altri da diverse parti dell’Europa.
Fino al 2019 mi sono occupata della traduzione di eventi in presenza, da una giornata singola a 6 giorni consecutivi.
Poi, con l’arrivo del COVID, sono iniziati anche gli eventi online. Questo mi ha permesso di sperimentare una modalità di traduzione un po’ diversa, filtrata da uno schermo, ma ha ampliato il ventaglio di possibilità e argomenti.
Ho creato una rete di professionisti a livello internazionale, con alcuni dei quali posso dire di aver creato un rapporto di amicizia al di là degli aspetti strettamente correlati all’ambito cinofilo.
In questi anni mi sono resa conto che la cinofilia italiana trarrebbe grande beneficio da uno scambio di conoscenze a livello internazionale. Ma purtroppo molti italiani non hanno la padronanza dell’inglese necessaria a poter cogliere tutte le informazioni e le sfumature date anche dalle differenze culturali.
Ed è questa la molla che mi ha portata a decidere di estendere il mio servizio di traduzioni applicate alla cinofilia a tutti i colleghi che, magari, avrebbero sempre voluto invitare un relatore estero, ma sono sempre stati bloccati dalla barriera linguistica.
Così come abbiamo abbattuto le “barriere di specie” lavorando con i cani, ora è possibile abbattere anche le barriere linguistiche tra settore cinofilo in Italia e all’estero.
Ho esperienza nel tradurre per diversi livelli di utenti, da professionisti del settore con anni di esperienza a proprietari alle prese con il primo cane.
Ritengo che la conoscenza debba essere a disposizione di chiunque, e la differenza di lingua non è più un ostacolo, se ci rivolge ad un servizio specializzato nel settore, che offre competenza e professionalità.
Il mio servizio si può svolgere sia in presenza che da remoto ed è personalizzato sulle esigenze del cliente, in funzione dell’evento in programma.
Per preventivi personalizzati potete contattarmi via email all’indirizzo valeria@dogspirit.it
